“Conversazioni con mamma” chiude il teatro a leggio - IL PICCOLO 20/04/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 6 giorni fa
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Annalisa Perini
Oggi alle 18 al Teatro Bobbio, “Conversazioni con mamma” dell’autore argentino Santiago Carlos Oves, con la regia di Marcela Serli e gli attori Ariella Reggio e Maurizio Repetto, è l’ultimo appuntamento della 27esima stagione di Teatro a Leggio degli Amici della Contrada.
L’opera, nata originariamente per il cinema nel 2004 (il film è stato premiato con numerosi riconoscimenti internazionali) è successivamente approdata sul palcoscenico grazie all’adattamento di Jordi Galcerán. Racconta, attraverso una scrittura intima e vivamente dialogica (che si nutre di silenzi, scarti e improvvise rivelazioni) la storia di Jaime, un uomo disorientato che si ritrova di colpo senza lavoro. Spinto dalla necessità di provvedere alla propria famiglia, torna dalla madre con il piano spietato di chiederle di lasciare la propria casa per poterla vendere, ma si scontra con la volontà di una donna anziana e libera che non ha alcuna intenzione di assecondarlo.
«La proposta di portare a leggio questo testo – racconta Marcela Serli – è venuta da Ariella Reggio, che ne è innamorata. E’ una storia molto forte, perché essenzialmente parla d’amore, ma anche della difficoltà a esprimere, dimostrare, esporre i propri sentimenti così come a cambiare la propria vita».
Dall’incontro tra il figlio e la madre scaturisce un confronto capace di scardinare le apparenze e ribaltare le prospettive, suggerendo che non sia mai troppo tardi per riconoscere ciò che davvero abita il cuore delle persone.
«Reggio e Repetto attraversano la relazione dei due protagonisti, fatta di ironia, resistenza e tenerezza – anticipa ancora la regista – lasciando che la parola nuda, emozionando il pubblico, riveli poco a poco la sua sorprendente verità. Sin dalla seconda pagina del copione già tutto si ribalta, e da lì in poi è un’attesa sino alla conclusione. Testi ben scritti come questo, che parlano di qualcosa che ci riguarda e ci circonda, ci servono. I temi di “Conversazioni con mamma” per assonanza risultano particolarmente pulsanti in un’Europa in cui si è spesso soli, dove non si sta insieme, non ci si incontra attraverso la sincerità del proprio cuore. Si cammina invece con “apparati formali”. Anche nel momento più duro o crudele non sappiamo più essere diretti perché pensiamo che esserlo passi per essere arrabbiati, finendo con il creare un conflitto. Ma a volte essere diretti è semplicemente essere assertivi, aderire a se stessi».





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