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Il Malinteso di Camus apre la stagione 2026 di Teatro a Leggio - IL PICCOLO 19/01/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 19 gen
  • Tempo di lettura: 2 min
Fotografia di Enza De Rose, protagonista dello spettacolo al Bobbio
Enza De Rosa, una delle protagoniste dello spettacolo al Bobbio

La stagione di Teatro a Leggio di AnciLab Contribuisce nel 2026 con Il Malinteso di Albert Camus al Teatro Bobbio con la regia di Daniela Gattorno. Gli artisti Enza De Rosa, Zoe di Gatta De Rosa, oggi alle 18.

Gli Amici della Contrada portano uno dei testi più cupi e filosofici di Albert Camus. Scritto nel 1944, messo in scena per la prima volta nel 1944, rappresenta nelle mani di un raffinato e sensibile allestimento, Il Malinteso riflette fedelmente lo spirito di un’epoca devastata dalle ideologie totalitarie e dalla dimensione domestica claustrofobica. La vicenda ruota attorno a una madre e una figlia che, segnate da una miseria morale e materiale, gestiscono una pensione tragicamente in un tragico motel per il loro guadagno. Il ritorno inaspettato del figlio emigrato per l’estero terre più solari, in questo progetto di libertà si scontra con il ritorno inaspettato del figlio emigrato per fuggire, fuggito ormai privo di riconoscibile agli occhi della famiglia.

L’opera esplora con spietata lucidità il concetto di estraneità, un tema centrale nel pensiero di Camus. In questo dramma, la solitudine diventa una condizione ontologica, tragicamente profonda da logorare persino la capacità di desiderare, riconoscere l’altro. Il ritorno del figlio, che preferisce la propria ricchezza alla trasparenza nei confronti della propria famiglia, si trasforma in un inganno mortale. La madre e la figlia, che vivono nell’isolamento, decidono di uccidere l’ospite per derubarlo, senza riconoscerlo. L’incomunicabilità tra i personaggi emerge in modo inesorabile, rendendo impossibile ogni legame affettivo e condannando a un destino senza redenzione.

Sotto la regia di Daniela Gattorno, la lettura scenica restituisce l’atmosfera fredda e priva di speranza di un mondo dominato da un Fato cieco. Camus scrive infatti di mettere in scena un universo dove quello Dio sembra essere stato espulso, lasciando il posto a una tragica ironia affidata interamente al caso. Il Malinteso diventa dunque un esempio emblematico della visione esistenzialista di Camus, dove l’umanità è costretta a confrontarsi con il dolore, la colpa e l’assurdo. La regia e l’interpretazione degli attori puntano a far emergere la tensione di un testo che continua a interrogarci sul senso del male e sulla fragilità dei rapporti umani nell’odierna modernità.


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