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Il «sentimental value» di Goldoni, Gli Innamorati - CORRIERE DELLA SERA 03/02/2026

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 17 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 20 feb

Claudia Cannella


Fotografia de Gli Innamorati. Lo spettacolo è una coproduzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste
«Gli innamorati» con la regia di Roberto Valerio

Paura di amare, piccoli imbrogli e incapacità di comunicare nel nostro drammaturgo più frequentato

Se i suoi discendenti potessero percepire le royalties da diritto d'autore, sarebbero miliardari. Presenza pressoché fissa nei cartelloni italiani, Carlo Goldoni continua ad affascinare pubblico e teatranti con le sue immortali commedie, oggetto di messinscene del tutto trasversali, dalla tradizione filologica alle rivisitazioni più o meno innovative. Questa settimana, sulle scene milanesi, se ne contano ben tre, tra le più amate e frequentate: «Gli innamorati» al Teatro Menotti (da stasera a domenica) e due «Locandiere», rispettivamente al Teatro Leonardo (dal 5 all'8 febbraio) e al Teatro San Babila (dall'8 al 15 febbraio).


Tra frigoriferi e sedie da ufficio, grandi sculture animalesche dai colori acidi e cuffie wireless, la regia di Roberto Valerio ha deciso di ambientare «Gli innamorati», in questa nuova edizione prodotta da Accademia Perduta/Romagna Teatri, La Contrada di Trieste e la Pirandelliana. Protagonisti Eugenia (Valentina Carli) e Fulgenzio (Leone Tarchiani), che si amano ma, per insicurezza e nevrosi, si danno il tormento per qualsiasi cosa. Intorno a loro una galleria di personaggi, in primis zio Fabrizio (Claudio Casadio), che consigliano, rimproverano e ingarbugliano ancor di più la vicenda prima di arrivare all'immancabile lieto fine matrimoniale. Paura di amare e incapacità di comunicare danno vita a dinamiche comiche e struggenti quanto mai attuali, descritte da Goldoni più di due secoli fa. Perché, sottolinea il regista Roberto Valerio, «Chi di noi non ha sofferto per amore rendendosi anche ridicolo agli occhi degli altri? Diventa allora necessario rimettere in scena questo capolavoro che ci rammenta quanto ancora oggi ci sia di sciocco, buffo, nei nostri comportamenti durante un innamoramento; ma anche quanto si possa essere fragili, indifesi e alla mercé delle onde del cuore».


(..)


In pillole

«Gli innamorati» regia di Roberto Valerio, al Teatro Menotti, via Menotti 11, da stasera all'8 febbraio, ore 20, ingr. 34/17,50 euro




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