La coppia imperfetta Nuzzo-Di Biase «Due calzini spaiati a volte funzionano» Totalmente Incompatibili - IL PICCOLO 20/02/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 20 feb
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Annalisa Perini

"Stiamo insieme da trent'anni. Siamo come due calzini spaiati. All'inizio ti pare strano indossarli entrambi, però poi magari lanci una nuova moda. Si dice che chi si somiglia si piglia, e noi, invece, siamo proprio diversissimi per natura. Però questa cosa, stranamente, e non sappiamo perché, funziona, quindi noi la curiamo. Come nel gioco dello Shangai, ci muoviamo pianissimo, cercando di non creare casini». Corrado Nuzzo parla a nome del duo che, con Maria Di Biase, forma nella vita e sul palcoscenico. Dal loro lungo sodalizio, il nuovo nato, scritto a quattro mani, è lo spettacolo comico "Totalmente incompatibili". In contrasto tra di loro, in disaccordo con il mondo e felicemente inadattabili, lo porteranno in scena al Teatro Bobbio domenica alle 20.30. Proposto come fuori abbonamento della stagione della Contrada, lo shw è attesissimo. Registra già il sold out. Anche con il loro spettacolo precedente, "Delirio a due", in cui si immergevano nel teatro dell'assurdo, per due stagioni hanno collezionato oltre cento repliche da tutto esaurito. Stavolta si cambia, la mettono sul personale, raccontandosi per la prima volta come coppia. Perché, sebbene fedeli al loro linguaggio particolarissimo, amano comunque sperimentare show molto diversi tra loro.
Nuzzo, una relazione longeva come la vostra oggi è davvero una rarità?
«Se ci confrontiamo con i nostri colleghi, i vip che conosciamo davvero e quelli che abbiam o visto di sfuggita, nessuno di loro sta più insieme. Noi siamo gli unici che si tengono ancora mano nella mano. E anche questo fa specie: tutti si liberano, perché noi no? Forse dobbiamo capire qualcosa, una lezione di vita, il karma. Vogliamo andare fino in fondo alla questione».
E così avete deciso di fare un bilancio.
«Parleremo di questa dura realtà, lo stare insieme da 30 anni. Ovviamente racconteremo il brutto, che è interessante, anche perché è quello in cui tutti possono riconoscersi. Ne abbiamo di materiale su cui prenderci in giro, regalando felicità: le coppie escono dal teatro contente perché hanno visto due che stanno peggio di loro, e i single anche, appunto perché sono ancora single. Forse è proprio grazie all'ironia che siamo arrivati a questa soglia, in cui possiamo dare anche cinque regole, assolutamente strampalate, che possono salvare (in) una relazione».
Partite da lì con la vostra stand up a due?
«No, dal fatto che questa tournée poteva saltare, per i guai che combino. Aerei persi, o treni e traghetti presi, ma quelli sbagliati. Quando andiamo in giro io sono l'anello debole del duo.
In tanti anni avrete impara to a compensarvi e venirvi incontro.
«Mai troppo. Ad esempio io, in vacanza, sarei per il camper, cose più wild , Maria invece da albergo a cinque stelle e comodità assoluta. Quando cerchiamo un compromesso ridiamo, perché scontenta l'uno o l'altra. Entrambi restiamo molto sulle nostre posizioni. Ed è giusto non spersonalizzarsi, comporta anche un'accettazione quotidiana».
Il vostro è stato un colpo di fulmine?
«Prima siamo diventati molt o amici, ci confidavamo, ci dicevamo tutto. Intanto lei pensava che fossi un po' matto, io lo stesso di lei. Quindi già questo creava un po' di distanza. Ma sentivamo anche un'attrazione, che non prendeva forma, anche perché avevamo altre storie. Forse, come nei grandi romanzi, questo amore sofferto, vorrei ma non posso, è stato una forza propulsiva che ci ha portato poi a sceglierci sul serio».
All'inizio lavoravate ancora separatamente.
«Per il timore di esagerare e di ro vinare tutto. Ma presto la stessa chimica che avevamo nella vita l'abbiamo sentita anche sul palco. In "Totalmente incompatibili" non ci sono sketch, tranne uno. Riproponiamo, nel bis, il nostro primo pezzo, molto surreale, "Tua sorella". Lo portavamo in un club a Bologna, per sperimentare. All'epoca Natalino Balasso lo ha visto, ne ha parlato, a nostra insaputa, con la Gialappa's. Ci hanno chiamato a lavorare con loro, poi per tante stagioni».
A distanza di anni quel pezzo è ancora molto esilarante.
«Dimostra quanto ci siamo trovati subito complici anche in scena, ci divertivamo veramen te tanto. Per non mescolare troppo le cose avevamo una regola però: usciti dal teatro potevamo parlare di lavoro solo fino al primo autogrill. Poi è sfumata. Oggi abbiamo un ufficio, per lavorare direttamente fuori casa. Così quando rientriamo chiudiamo la porta e cerchiamo di essere solo una coppia». —





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