Macedonio mai avrebbe tagliato Carpinteri e Faraguna - IL PICCOLO 04/11/26

Nell'articolo di presentazione sul Piccolo delle "Nuove Maldobrie", di Giorgio Amodeo, professore associato di Storia del Teatro al Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Trieste, afferma: «Dietro quei successi, c'era però un autore che non si firmava. Carpinteri e Faraguna consegnavano a fine estate copioni troppo lunghi, scritti senza il senso della misura. Macedonio li tagliava, li riscriveva e li portava in scena con una regia che in compagnia chiamavano il “Miracolo Macedonio”. Mi dispiace dover contraddire il mio amico prof. Quazzolo che, probabilmente era troppo giovane quando nel 1970 le Maldobrie di Carpinteri e Faraguna divennero spettacolo nel rinnovato Politeama Rossetti attraverso la genialità di Francesco Macedonio. Io, data la mia età, c'ero assieme a molti amici e colleghi che ahimè non ci sono più, e ricordo benissimo il percorso di quello che fu un successo indimenticabile. È vero che noi attori alla prima lettura non avevamo capito quanto belli e divertenti potessero diventare sulla scena quelli che finora erano racconti in un libro, ma ci tengo però a sottolineare che il regista e maestro Francesco Macedonio mai avrebbe osato né tagliare né mutare i testi di Carpinteri e Faraguna senza il loro consenso. Anzi, si era stabilito tra loro un rapporto di assoluto rispetto reciproco e di collaborazione amichevole e duratura, il che certamente ha generato un miracolo teatrale che è continuato nel tempo. Dallo Stabile alla Contrada, Carpinteri e Faraguna ci hanno accompagnato per anni. Ricordo addirittura che io stessa fui redarguita da Macedonio perché, nelle famose “Due paia di calze di seta di Vienna” avevo aggiunto una parolina di uscita scena, che mi fruttava l'applauso, ma che non era stata scritta dalla Premiata Ditta. Scrittori geniali e meravigliosi che Trieste deve amare e ricordare per sempre. Ecco, solo questo volevo ribadire, in ricordo di quei tempi magici e di quei compagni di viaggio meravigliosi che, anche se mancano nel mondo quotidiano, rimangono sempre sulla scena ad insegnarci tanto, e mi ritengo fortunata di averli incontrati nella mia vita teatrale e non. Grazie e scusate l'intromissione.





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