Non è la solita fiaba: il Brutto Anatroccolo diventa blues e incanta il pubblico di Trieste - LANOUVELLEVAGUE 03/01/2026
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 23 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Il sipario si apre su un Teatro Bobbio che già prima dell’inizio è un caleidoscopio di colori, risate e aspettative: genitori con i loro bambini di tutte le età — dai piccolissimi in braccio ai genitori fino ai bambini di sette-otto anni curiosi — si sistemano sugli spalti con occhi attenti e sguardo vivace. Assieme a loro anche io e mia figlia di tre anni.

Un teatro sensoriale dove la musica parla
A differenza dei classici spettacoli narrativi, Il Brutto Anatroccolo propone una fiaba quasi senza parole, scegliendo di affidare tutta la narrazione alla musica blues e agli strumenti live (contrabbasso, xilofono, percussioni, chitarra, tastiere e kazoo) e a pochi termini chiave come “bello”, “brutto”, “felice”, “triste”, “solo”, “insieme”. Questa scelta registica, coraggiosa e poetica, trasforma lo spettacolo in un’esperienza totalmente immersiva: i piccoli spettatori captano le emozioni e i passaggi narrativi attraverso i ritmi, i colori sonori e i gesti dei performer, mentre gli adulti ne apprezzano l’intelligenza emotiva e la leggerezza con cui temi universali vengono resi accessibili a tutti.
Atmosfera in sala: famiglie catturate dalla musica
Alla prima, la sala era un territorio di meraviglia condivisa. I genitori sorridevano, sorvegliando sguardi increduli e bocche spalancate di fronte alla metamorfosi del protagonista — il brutto anatroccolo — mentre la musica blues creava un ponte tra cuore e narrazione. I bambini, seduti con attenzione, si sono fatti trasportare dal ritmo: qualcuno ha battuto le mani a tempo, altri hanno guardato con occhi sognanti i pupazzi e le maschere, e più di una volta si è sentito un mormorio di stupore o un piccolo commento spontaneo. Questo spettacolo non è solo per i bimbi, ma per tutti, capace di risuonare nel cuore di un adulto come in quello di un bambino di tre anni.
Una favola che emoziona tutte le età
Il lavoro in scena alla La Contrada non racconta semplicemente un anatroccolo che diventa cigno: propone una riflessione sull’accettazione di sé, sull’essere “diversi” e sull’importanza di ascoltare la propria voce interiore, piuttosto che adattarsi ai giudizi del mondo esterno. In un teatro pieno di famiglie, quella scena è sembrata un invito condiviso — genitori e bambini insieme — a esplorare il valore dell’unicità attraverso l’esperienza dell’arte dal vivo.
Il Brutto Anatroccolo: un pennuto in blues è un’esperienza teatrale che cattura il pubblico di ogni età: una fiaba sonora che parla con il linguaggio universale della musica e delle emozioni. Una performance che fa ridere, riflettere e sentire — perfetta per un pomeriggio a teatro con i propri figli.












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