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"Pazza": il dramma giudiziario di Claudia sul palcoscenico del Teatro Gioiello TORINOCRONACA 14/3/25

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 1 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Il cast dello spettacolo "Pazza", produzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste. Fabrizio Coniglio, Davide Lorino, Paola Sambo, Maurizio Zacchigna, Nicola Rignanese, Vanessa Gravina, posano davanti ad un muro di mattoni guardando verso l'obbiettivo.

Vanessa Gravina e Nicola Rignanese interpretano la controversa storia di Claudia, una squillo d'alto bordo


Claudia, di famiglia molto ricca, è una squillo d’alto bordo che viene accusata dell’omicidio di un anziano cliente. Per salvarla dalla condanna i familiari vorrebbero che le fosse attribuita una condizione di infermità mentale, in pratica vorrebbero che fosse dichiarata pazza, ma lei si oppone e decide di affidarsi ad un avvocato d’ufficio il quale intuisce la sua intelligenza e la sua capacità di collaborare alla propria difesa. Ne seguirà un racconto doloroso in cui la donna farà emergere i segreti della sua famiglia e le dinamiche che l’hanno portata a scegliere quella vita.


Vanessa Gravina è Claudia nella pièce che debutta questa sera, venerdì 14 marzo, sul palco del Teatro Gioiello (in replica fino a domenica 16 marzo). Con Nicola Rignanese porterà in scena, sul palco di via Cristoforo Colombo 31, “Pazza” di Tom Topor per la regia di Fabrizio Coniglio. Due grandi nomi della scena attoriale italiana per questo dramma giudiziario in cui l’attrice milanese, la Adelaide de “Il Paradiso delle signore”, vestirà i panni che furono di Barbra Streisand nella fortunata versione cinematografica dell’opera del drammaturgo americano.


«Claudia è un personaggio femminile meraviglioso - dice Vanessa -, è una donna fuori dagli schemi, sopra le righe, è una donna di oggi». E anche se la pièce ha quasi mezzo secolo di vita, andò in scena, infatti, per la prima volta a Broadway nel 1980 «è di un’attualità sconcertante - rimarca -, sembra quasi più adatta ai giorni nostri».


Perché, allora, riproporla proprio oggi? «Perché è l’emblema del grande quesito che riguarda la nostra società - spiega il regista -. La nostra protagonista è di una famiglia alto borghese e distrugge tutti i cliché classisti sulla violenza sulle donne. Non esiste ricchezza, benessere, normalità apparente, che possa proteggerci dalla violenza. Forse iniziare a dubitare di ciò che riteniamo normale, anche in ambito familiare, potrebbe aiutarci a capire e a vedere meglio l’orrore e l’inferno della porta accanto».


E aggiunge: «Perché ci fa così paura vedere l’orrore della violenza in una famiglia che sembra assomigliarci? Questi sono alcuni dei quesiti e delle riflessioni che il nostro spettacolo farà risuonare, speriamo, negli spettatori». Sul palco con la Gravina e Rignanese anche il regista Coniglio, Davide Lorino, Paola Sambo, Maurizio Zacchigna.


Luigina Moretti


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