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PIZZA BUREK – Storie di buffa assimilazione: il teatro documentario che racconta l’identità fluida tra Italia e Croazia - LANOUVELLEVAGUE 06/03/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Fotografia della residenza artistica Pizza Burek, un progetto in collaborazione con La Contrada Teatro Stabile di Trieste

Che cosa significa vivere in un luogo dove i confini geografici cambiano più velocemente delle identità personali? Da questa domanda nasce PIZZA BUREK – Storie di buffa assimilazione, il nuovo progetto di teatro documentario ideato da Francesca Merli e Laura Serena, che esplora la complessità dell’identità nelle terre di frontiera tra Italia e Croazia.

Il lavoro, arricchito dal contributo della dramaturg croata Lucija Klarić e dalla drammaturga trentina Angela Dematté, intreccia testimonianze reali, memorie collettive e ironia per indagare cosa significhi appartenere a più culture allo stesso tempo.


Un ponte culturale tra Trieste e Fiume

Il progetto prende forma grazie alla collaborazione del Teatro La Contrada, promotore del nuovo Centro di Residenza delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia, insieme ad Artisti Associati di Gorizia, CSS di Udine, con il contributo della Regione FVG, del Ministero della Cultura e dell’ERPAC.


La residenza include inoltre partner culturali transfrontalieri: il Dramma Italiano di Fiume, la Comunità degli Italiani di Fiume, COMITES Fiume, l’Unione Italiana, la Comunità Croata di Trieste e la Comunità Slovena di Trieste. Un sistema di alleanze che evidenzia la vocazione interculturale del progetto, trasformando la diversità linguistica in una risorsa creativa.


Un’indagine sul campo tra comunità italiane, croate e slovene

PIZZA BUREK nasce da un’inchiesta documentaria condotta tra la comunità italiana di Fiume e quelle croata e slovena di Trieste. Le artiste hanno raccolto testimonianze, ricordi e storie quotidiane, approfondendo i luoghi simbolo delle comunità di confine.


Presso La Contrada sono state realizzate 41 interviste, filmate dal videomaker Mario Bobbio sotto la supervisione delle quattro autrici.


Ed è da questo materiale umano che emergono storie di appartenenze plurime, identità sospese e lingue ibride—fatte di italiano, fiumano, croato, sloveno—che raccontano un territorio in cui l’identità non è mai una linea netta ma una tavolozza in movimento.


Katarina, una generazione “di mezzo” che cerca la propria lingua

Il cuore narrativo dello spettacolo è Katarina, interpretata da Laura Serena, una giovane che incarna la complessità di chi cresce in un ambiente internazionale dove convivono stratificazioni linguistiche, conflitti familiari e memorie storiche.


La drammaturgia, coadiuvata da Angela Dematté e Lucija Klarić, racconta una generazione di passaggio:


nostalgica come i nonni,

pragmatica come i genitori,

ma proiettata verso una nuova lingua meticcia, creativa, fatta di accenti mescolati e frasi reinventate.

Una lingua capace di trasformare la paura dell’estinzione culturale in possibilità evolutiva.


Tra documentario e scena: identità in trasformazione

Lo spettacolo unisce materiali documentari e finzione teatrale. Le testimonianze video creano un dialogo continuo con la scena, dove i personaggi sono specchi, riflessi o amplificazioni delle persone reali incontrate lungo la ricerca.


Ne emerge un mosaico di identità plurali che restituisce la realtà viva dei territori di confine, luoghi di transizione ma anche di straordinaria fertilità culturale.


Un format replicabile in tutta Europa

PIZZA BUREK non è solo uno spettacolo: è un format di ricerca replicabile in tutti quei territori europei caratterizzati da minoranze linguistiche e identitarie in trasformazione.


Da Cluj-Napoca a Bolzano, passando per altri margini culturali del continente, il progetto potrebbe cambiare titolo e sapore, mantenendo però intatta la sua missione: raccontare le comunità che vivono tra più mondi e trasformano la complessità in energia creativa.


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