«Pizza Burek». Racconti di vite e identità al confine - LA VOCE DEL POPOLO 23/01/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 5 giorni fa
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Ornella Sciucca

Dal 24 al 28 gennaio la Comunità degli Italiani di Fiume raccoglierà le adesioni per “Pizza Burek – Storie di buffa assimilazione”, un’iniziativa teatrale che invita i soci a partire dai vent’anni a partecipare a una serie di incontri informali, offrendo racconti di vita intrecciata tra lingue, culture e molteplici appartenenze. Curata da Mirko Soldano, l’impresa creativa si inserisce nel quadro delle Residenze Creative FVG ed è sostenuta dal Comites di Fiume, dal sodalizio fiumano e da La Contrada – Teatro Stabile di Trieste, ente partner e co-curatore del Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia. A rappresentare quest’ultimo all’interno del percorso è Livia Amabilino, direttrice artistica e referente per la residenza dedicata a “Pizza Burek”.
Attenta ricognizione sul territorio
L’idea prende forma a partire da un’attenta ricognizione sul territorio, condotta con il sostegno del Dramma Italiano di Fiume, e si sviluppa attraverso l’ascolto diretto della comunità, da cui emerge una drammaturgia alimentata da testimonianze autentiche raccolte in dialoghi intimi e partecipati. La minoranza italiana a Fiume e quella croata e slovena a Trieste diventeranno protagoniste di una narrazione collettiva che attraversa le generazioni. Il fulcro della ricerca risiede nell’esplorazione della trasformazione identitaria e affettiva nel tempo, interrogando il modo in cui il legame con le origini evolve attraverso i racconti dei nonni, dei genitori e dei figli. I contributi toccheranno la sfera del quotidiano, spaziando dalla famiglia alla scuola, dal lavoro alle relazioni “di confine”, componendo un affresco vivido delle dinamiche culturali in mutamento. Gli incontri si svolgeranno in un clima conviviale e disteso, guidati da domande aperte che favoriscano la riflessione e il racconto spontaneo. Non è richiesta alcuna esperienza teatrale, poiché il valore dell’iniziativa risiede nella condivisione sincera.
Prezioso patrimonio di memoria collettiva
Le conversazioni potranno essere registrate in formato audio, oppure anche in video per chi lo desidera, sempre previo esplicito consenso. Ogni partecipante avrà piena libertà nel definire il proprio livello di visibilità, con la possibilità di rimanere anonimo. Una selezione del materiale raccolto confluirà nella scrittura scenica, mentre le restanti testimonianze saranno custodite come prezioso patrimonio di memoria collettiva. Le interviste saranno condotte dalla compagnia teatrale Merli-Serena, affiancata dalle drammaturghe Lucija Klarić – mediatrice linguistica croata e autrice – e Angela Demattè, autrice italiana esperta in tematiche identitarie. Nato nel 2016 dall’incontro creativo tra Francesca Merli e Laura Serena, il summenzionato collettivo sviluppa un linguaggio scenico che coniuga ricerca documentaria, scrittura drammaturgica e forme visive, dando origine a opere che traggono linfa da esperienze vissute e si configurano come teatro documentario. Le loro creazioni, presentate in contesti nazionali e internazionali, si distinguono per originalità, rigore e profondità sociale.




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