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Trittico Suite, esplorazione nell’Italia post unitaria - IL PICCOLO 13/03/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 18 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Annalisa Perini


Fotografia dello spettacolo Trittico Suit, andrà in scena al Teatro dei Fabbri de La Contrada Teatro Stabile di Trieste

Un’immersione, fuori dagli schemi, nelle atmosfere della letteratura verista, per rileggerle attraverso una lente contemporanea ed esaltarne la forza drammatica e l’ironia. E così anche una riflessione sulla ciclicità dei sentimenti e delle miserie umane, in un ritmo teatrale che alterna introspezione e vivace comicità. Oggi alle 20.30 e domani alle 18 al Teatro dei Fabbri, per la stagione AiFabbri2 della Contrada, è in scena “Trittico Suite – Con cilindro, stivaletti e carrozze”, prodotto da Settimo Cielo. Testo e regia sono di Paola Bonesi, anche interprete con Maurizio Repetto e Gloria Sapio. «Mi è sempre piaciuto indagare il presente attraverso scenari lontani nel tempo – racconta Bonesi – E con questo spettacolo, costruito insieme, ci siamo divertiti a raccontare l'attualità attraverso la lente deformante di situazioni tragicomiche e figure strampalate, ripescando con cura dai polverosi bauli della tradizione letteraria dell'Italia post-unitaria. Poco importa se oggi non viaggiamo più in carrozza e abbiamo smesso cilindri e crinoline, i tic e le anomalie di quella "giovine Italia" sono gli stessi che tutt’ora ci affliggono: povertà, arroganza, mancanza di lavoro e di solidarietà». In “Trittico Suite”, sulle ultime note della Traviata, affiorano, attraverso una vecchia cornice, i suoni pallidi di una Piazza della Scala di fine ‘800. Sullo sfondo appare una carrozza il cui vetturino, con le redini gelate in mano, parla tra sé e sé, per non soccombere al freddo, raccontando il proprio mondo e i propri guai. Nel disegno luci di Peppe Pizzo la scena si trasforma dinamicamente, e il “brümista” milanese diventa il vetturino romano e, infine, il “gnure” palermitano. «Abbiamo scelto di sottolineare il carattere letterario dello spettacolo – spiega Bonesi – dando rilievo alla parola, detta anziché scritta, e alle illustrazioni, rintracciate tra i capolavori della pittura italiana dell’800. Racconto e arti figurative dunque si fondono, sulle note della grande musica dell’epoca, trasportando in un viaggio ideale da nord a sud della bella penisola, tra nobili annacquati, contadini scaltri, borghesi libertini, delitti efferati e un commissario Montalbano ante-litteram». Info: www.contrada.it —


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