Villa Manin diventa casa degli artisti - IL PICCOLO 18/12/25
- Mario Bobbio
- 19 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Villa Manin, a Passariano, è abituata a reinventarsi. Oggi la storica dimora diventa il cuore del nuovo Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia, un polo dedicato alla ricerca e alla sperimentazione delle arti dal vivo, dove teatro, danza e nuovi linguaggi performativi diventano infrastruttura culturale.
«Villa Manin continua il suo rilancio come luogo centrale della cultura regionale - ha dichiarato il vicegovernatore e assessore alla Cultura Mario Anzil -. C'è un progetto reale, riconosciuto dal ministero della Cultura e affidato tramite bando a un'associazione che unisce alcune delle eccellenze teatrali del Friuli Venezia Giulia».
La presentazione del progetto, tenuta a Villa Manin, è stata moderata dalla direttrice generale di Erpac Fvg, Lydia Alessio-Verni, che ha sottolineato come l'iniziativa sia il risultato di un lavoro condiviso, «un gruppo consolidato di eccellenze, cresciuto sotto la guida della Direzione Centrale Cultura e Sport».
A ricordare il lungo percorso che ha portato al Centro è stata Marisa Dovier della Direzione centrale Cultura e Sport, che ha ripercorso un cammino iniziato nel 2014, sempre a Villa Manin. «Dal 2025 - spiega - siamo Centro di Residenza, nato da un accordo Regioni-Stato. Un'esperienza positiva che ci ha fatto crescere insieme e diventare un riferimento anche a livello nazionale».
Le tre realtà che compongono il Centro, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Artisti Associati - Centro di produzione Teatrale di Gorizia e La Contrada - Teatro Stabile di Trieste, lavoravano già da anni sulle residenze degli "Artisti nei Territori". Per questo, come ricorda Rita Maffei, presidente del CSS: «La nascita del Centro è stata la naturale conseguenza di un percorso condiviso. Le residenze sono incubatori di creatività, luoghi dove gli artisti possono approfondire progetti nella loro fase più delicata, quella preliminare, quando si studia la fattibilità di un'idea e la si mette, alla fine, in relazione con la cittadinanza come ritorno del lavoro svolto».
Un aspetto ribadito anche da Livia Amabilino, presidente de La Contrada: «Ospitare artisti non è solo offrire spazi, è un rapporto di reciproco arricchimento. Ci ha cambiati, ha ampliato lo sguardo. E Villa Manin è il luogo ideale per accogliere le residenze».
Infine c'è il tema richiamato da Walter Mramor, presidente di Artisti Associati: «La parola chiave è Ascolto. Ascolto degli artisti, delle loro esigenze e del loro bisogno di confronto. Le residenze nascono anche per questo, per creare spazi d'incontro tra artisti, tra operatori e artisti, e tra operatori, artisti e istituzioni».
Il Centro si muove attorno a cinque direttrici: multidisciplinarietà, come apertura a forme e linguaggi diversi, drammaturgia contemporanea, nuovi linguaggi con attenzione agli approcci performativi emergenti, valorizzazione del patrimonio e dei talenti dagli artisti affermati e quelli in formazione, all'inclusione e la crescita sociale. Queste sono le linee operative che guidano le 20 residenze avviate nell'o ttobre 2025 e che proseguiranno fino a marzo 2026 portando negli Spazi Residenza di Villa Manin 106 artisti, 19 tutor, tra grandi esperti e maestri della scena europea, oltre a 5 azioni sul territorio tra laboratori, incontri, formazione del pubblico e aperture gratuite, e un convegno nazionale. A queste prime residenze si aggiungeranno gli artisti selezionati tramite le due call recentemente lanciate: una dedicata ai giovani under 35 residenti in Fvg e una rivolta a compagnie, collettivi e artisti provenienti da tutta Italia.
Già domenica 21 dicembre il pubblico potrà vedere lo spirito delle residenze, con due restituzioni gratuite negli spazi della Villa. Alle 16 sarà presentato "Yl'l'", performance di danza, e alle 17.30 "Atto di Grazia", lavori ospitati nelle scorse settimane dal CSS e da Artisti Associati. Un pomeriggio che da la possibilità di entrare nel laboratorio creativo degli artisti, assistere alle prime forme di un progetto, incontrare chi lo sta costruendo. —











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