Amanda Sandrelli commuove il Magnani di Fidenza - La Gazzetta dell'Emilia 09/01/2026
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
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Scritto da Erika Ferrari

Di Erika Ferrari Fidenza 9 gennaio 2026 - Giovedì 8 gennaio 2026, “La bisbetica domata” è andata in scena al Teatro Girolamo Magnani di Fidenza, all’interno di un cartellone ricco e articolato che conferma anche quest’anno la qualità della stagione teatrale, organizzata in collaborazione tra il Comune di Fidenza e la Fondazione ATER – Associazione Teatrale Emilia-Romagna.
Un programma capace di intrecciare prosa, danza, circo contemporaneo e teatro per famiglie.
Lo spettacolo dell’8 gennaio de La Contrada – Teatro Stabile di Trieste portata in tournée da una compagnia composta da un cast di attori appositamente riuniti per questa specifica messa in scena.
Sul palco del Magnani, accanto ad Amanda Sandrelli, si sono esibiti Pietro Bontempo, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Adriano Giraldi, Riccardo Naldini e Lucia Socci. Le scene sono curate da Francesco Esposito, i costumi da Giuliana Colzi, mentre le musiche sono firmate da Elena Nico.
La rappresentazione è una nuova versione critica e contemporanea di “La bisbetica domata” di Shakespeare, con adattamento e drammaturgia di Francesco Niccolini e regia di Roberto Aldorasi. La proposta è quella di una lettura che rilegge la commedia shakespeariana in chiave moderna, esplorando temi forti come potere, libertà e identità femminile.
Negli ultimi anni Amanda Sandrelli ha concentrato molto del suo lavoro sul teatro di prosa, partecipando a produzioni che vogliono portare riflessione sui testi classici. La collaborazione con La Contrada si inserisce pienamente in questo orientamento.
Alla Sandrelli abbiamo chiesto quale approccio e quali difficoltà abbia incontrato nell’interpretare Caterina
La bisbetica domata è un testo strano di Shakespeare, dice la Sandrelli, una farsa intrecciata a una linea profondamente drammatica, che è quella privata di Petruccio e Caterina. Le difficoltà principali le ho superate grazie ai miei colleghi e collaboratori, in primis Francesco Nicolini, che ha fatto un adattamento bellissimo, rispettando l’originale ma facendo emergere aspetti che oggi suonano molto diversi.
Azioni che all’epoca di Shakespeare facevano ridere, come lasciare una moglie senza mangiare o senza dormire, farle credere che sia notte quando è giorno…oggi appaiono inquietanti, come forme di tortura e manipolazione. Non abbiamo forzato il testo: abbiamo semplicemente lasciato che queste azioni risuonassero in modo diverso, perché diversa è la nostra epoca.
Il finale è probabilmente la parte più fraintesa. Spesso si cerca di tirarlo verso la commedia, ma rileggendo il monologo finale di Caterina è difficile credere a un reale cambio di punto di vista. Sembra piuttosto il risultato di una violenza protratta, che finisce per “domare” un essere umano come fosse una bestia feroce, trasformandolo in qualcosa di simile a una marionetta.
La Sandrelli è una figlia d’arte, nata dall’unione fra l’attrice Stefania Sandrelli e il cantautore Gino Paoli, inizia la carriera da adolescente fra cinema tv e teatro, e fra gli impegni di vita e di famiglia sceglie la via del teatro lasciando uno spiraglio di possibilità per un eventuale ritorno al piccolo e grande schermo.
“La cosa più banale, ma anche la più vera, del teatro è che ha il pubblico - racconta la attrice- È un rapporto diretto: ogni sera il pubblico è diverso, e quindi ogni sera accade qualcosa di diverso…irripetibile”
Come irripetibile è stata la risposta del pubblico che con gli scroscianti applausi hanno richiamato gli attori sul palco per ben quattro e la commozione visibile di Amanda Sandrelli e colleghi, le cui lacrime si sono fuse a quelle del pubblico in sala toccato dalla storia e dalla drammaturgia narrativa.
L’eredità più forte che sento dai miei genitori -continua la Sandrelli- è il rispetto per il lavoro, inteso come mestiere. Un mestiere meraviglioso, certo, ma con le sue fatiche, come tutti. La fatica spesso è fuori dal palcoscenico: i viaggi, le notti fuori, gli spostamenti continui…ma quando si arriva a recitare, quello è sempre un momento bellissimo. Ed è una grande fortuna poterlo vivere ogni volta. Ho imparato a non avere come obiettivo il successo o i soldi, ma la qualità di quello che fai.
I miei genitori -conclude la attrice- mi hanno insegnato a non scegliere per moda o per ciò che in quel momento funziona, ma a scegliere con la mia testa. «L’ho imparato da giovanissima», racconta, «in questo lavoro non conta solo la bravura, ma anche i “no” che sei capace di dire e la libertà di scegliere. E questo è qualcosa che ancora oggi mi guida».












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