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Concerto per uno sconosciuto - SCENARIO ETS 02/09/25

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 21 gen
  • Tempo di lettura: 2 min
Fotografia dello spettacolo Concerto per uno Sconosciuto. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro dei Fabbri de La Contrada Teatro Stabile di Trieste

uno spettacolo di e con Pietro Cerchiello

supervisione alla drammaturgia e alla regia Tommaso Imperiali

musiche dal vivo Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto

produzione Dimore Creative

con il sostegno di Scenario ETS e Teatrino dei Fondi – Residenza per artisti nei territori, San Miniato


Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica


Da sempre, il cammino contiene ed esprime differenti motivazioni.

Concerto per uno Sconosciuto lo assume a drammaturgia tessuta tra parole, suono, realtà e immaginazione.

Ogni capitolo è un dipinto che fonde le note di una chitarra e di un euphonium per farle diventare l’estensione di sentieri poetici.

Un cammino reale e visionario che si predispone alla bellezza dell’ignoto, liberandosi del superfluo per privilegiare la leggerezza dei passi.

La solitudine del procedere favorisce la bellezza degli incontri, imprevisti e imprevedibili, che nutrono il desiderio dei cambiamenti, dei ritorni e del restare.

Insieme, musiche, parole e immagini compongono la struttura di un processo artistico armonioso e drammaturgicamente coerente che sfida il rischio teatrale ed esistenziale dell’errare.


Concerto per uno sconosciuto prende forma a partire da un’esperienza reale: un cammino di 460 km lungo il Kungsleden, nel nord della Svezia, compiuto dall’autore. Un ragazzo di 26 anni che lascia tutto – lavoro, affetti, aspettative – e parte, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti, rifugi, persone che passano, che restano. E una ragazza, anche lei in viaggio.

I luoghi narrati, gli incontri e gli accadimenti sono veri o, almeno, lo sono diventati nel racconto. La drammaturgia si muove in equilibrio tra autobiografia e finzione. In scena: una chitarra, una loop station, un euphonium e un corno. Gli strumenti, suonati dal vivo, accompagnano la narrazione in una partitura musicale che unisce elementi di sperimentazione sonora, folklore scandinavo e canzone d’autore all’interno di una sorta di concept album.

Le tappe del percorso diventano capitoli: dall’euforia iniziale al confronto con il silenzio, la fatica, la solitudine, la bellezza. Fino all’incontro con l’altro. E alla fine, il ritorno. Non per arrendersi, ma per guardare la vita con occhi nuovi.

Una riflessione su cosa significhi partire davvero, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé. Uno spettacolo che parla del desiderio di cambiare e del bisogno di restare.


Dimore Creative è un’associazione culturale fondata nel 2021 da un collettivo artistico U30 a Lomazzo (Como).

Realizza spettacoli teatrali, progetti partecipativi, attività di formazione e ospita un Festival e una rassegna con il sostegno di Fondazione Comasca, Fondazione Cariplo, Regione Lombardia e Corpo Europeo di Solidarietà.

Gli spettacoli della compagnia si distinguono per linguaggi e temi contemporanei, oltre che per processi produttivi caratterizzati da una forte dimensione sociale.

Con i propri lavori, Dimore Creative ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui: Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025 (Generazione Scenario), Italia dei Visionari, Powered by REF Roma Europa, CURA, Semifinale Biennale di Venezia.

Nel 2025 è l’unica impresa di produzione U35 ad aver ottenuto il riconoscimento di Next da parte di Regione Lombardia.




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