top of page
Logo celebrating the 50 years of history of Teatro La Contrada

Rassegna AiFabbri2, alla Contrada di Trieste una Cassandra che riflette sulla guerra e sulla coscienza - TRIESTENEWS 12/11/25

  • Immagine del redattore: Teatro La Contrada
    Teatro La Contrada
  • 17 nov
  • Tempo di lettura: 2 min
una ragazza sulla destra in piedi con le mani davanti al volto, indossa una giacca invernale scura e aperta sul davanti. Ha i capelli lunghi e arancioni. Sul retro l'immagine di lei bambina seduta con una felpa, rivolta verso destra. La fotografia è color seppia. La Guerra Svelata di Cassandra. Aletheia è uno spettacolo che andrà in scena al Teatro dei Fabbri de La Contrada di Trieste.


Per la rassegna “AiFabbri2”, dedicata al teatro contemporaneo e curata dalla Contrada di Trieste, arriva al Teatro dei Fabbri il 18 e 19 novembre, alle 20.30, La Guerra svelata di Cassandra. Aletheia di Salvatore Ventura, con l’interpretazione intensa di Gaia Aprea e la regia di Alessio Pizzech in cui il pubblico potrà osservare una Cassandra che racconta una verità molto attuale, tra le macerie del presente – ben visibile anche attraverso i contributi video di Andrea Montagnani, alla ricerca di un perdono personale. Una Cassandra che racconta la guerra e i suoi orrori, descrivendone le motivazioni tutte maschili, nei panni di colei che, nel mito, aveva predetto la guerra di Troia, senza però essere ascoltata. Una rilettura filosofica e anche politica, né di destra, né di sinistra, per lanciare un grido, per risvegliare una coscienza etica collettiva, che si opponga al pensiero dominante.


Lo spettacolo, prodotto da Nutrimenti Terrestri e Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali, trascina il mito greco nella cronaca più dolorosa, offrendo una riflessione potente sull’eterna ricorrenza della violenza. La Cassandra portata in scena da Gaia Aprea è una figura proiettata nel 2025, che il regista Alessio Pizzech immagina tra le macerie di conflitti moderni, come i bombardamenti a Kiev o a Gaza. Testimone inascoltata di un destino di distruzione, la profetessa non si limita a denunciare l’orrore. Il cuore della drammaturgia risiede nel suo profondo viaggio interiore, dove la figura mitologica cerca non solo il senso della propria esistenza, ma in particolare un’assoluzione per se stessa


L’interpretazione di Gaia Aprea si concentra sul peso del fallimento: l’incapacità di Cassandra di impedire la catastrofe la spinge verso una disperata richiesta di perdono personale per il suo ruolo inefficace. In questo tentativo di compiere un atto catartico che spezzi la spirale di sangue e morte, la donna cerca di ricongiungersi con la propria identità infantile, dispersa tra i conflitti familiari, offrendo allo spettatore una meditazione sulla guerra come trauma che si trasmette di generazione in generazione.


L’appuntamento è al Teatro dei Fabbri il 18 e 19 novembre. I biglietti sono disponibili presso la biglietteria della Contrada e online.


Commenti


bottom of page