Ecco"Aletheia" la guerra svelata di Cassandra con Gaia Aprea - IL PICCOLO 18/11/25
- Teatro La Contrada

- 18 nov
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 20 nov

Annalisa Perini
Colei che il mito ci ha tramandato come la sacerdotessa di Apollo riemerge tra le macerie del presente, svelando se stessa, tutte le verità che l'hanno portata a non essere creduta e lanciando un grido per risvegliare, oggi una coscienza collettiva. La "guerra svelata di Cassandra. Aletheia" di Salvatore Ventura, giovane autore palermitano, con l'interpretazione intensa di Gaia Aprea, la regia di Alessio Pizzech e le musiche originali di Dario Arcidiacono, in scena oggi e domani alle 20.30 al Teatro dei Fabbri, per la rassegna AiFabbri2 curata dalla Contrada e dedicata al teatro contemporaneo. In questa produzione di Nutrimenti Terrestri e Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali in collaborazione con Mythos Troina Festival, il cuore della drammaturgia risiede nel viaggio interiore di Cassandra. La figura mitologica si concentra sì sul non aver potuto impedire la catastrofe, ma il tutto assume un più ampio respiro mentre lei cerca il senso della propria esistenza e una soluzione per se stessa.
Il monologo è un flusdo di coscienza, in bilico tra il passato e il presente incompiuto e tra la narrazione epica e i rimandi alla cronaca. «Cassandra - sottolinea Gaia Aprea - porta il peso del fallimento con sé, per tutta l'eternità, a cominciare dalla guerra di Troia, fino ad arrivare ai giorni nostri. Ma in una sua disperata richiesta di perdono qui non piange per lei stessa, ma per l'umanità sorda al richiamo della pace. Riemergendo nel 2025 e ponendosi in dialogo con il pubblico vuole scuoterlo dal silenzio, per una verità che si possa opporre al pensiero dominante. E dice che le verità scomode sono spesso spiegate attraverso la bugia».
Sono molte quindi le battaglie racchiuse nel raccontodi Cassandra? «ll regista fa emergere dal testo le contraddizioni e le menzogne tutte maschili che il suo mito continua a far risuonare attraverso le epoche. Lei racconta anche che, non appena compresero il suo possedere un dono, la capacità di "pre-vedere", lo definirono divino, proprio per metterla a tacere. Se era Apollo a inviare una profezia, allora questa diventava arcana. E per il suo rifiuto a concedersi a lui, fu punita, nessuno le avrebbe più creduto».
Cosa rappresenta, dunque, nella vostra rilettura? «La voce che, intervenendo in ognuno di noi, e parlandoci con profondità, può metterci veramente davanti una realtà, e prima che questa effettivamente si manifesti in modo irreparabile. E' una donna che torna di nuovo nel mondo per farci riflettere sul perché, e non solo nel caso delle guerre, non riusciamo a fermarci un attimo prima che tutto avvenga. Ci ricorda però che abbiamo la possibilità di farlo».
Il monologo si fonde con i contributi video di Andrea Montagnani. «Sono immagini delle macerie del presente, delle guerre di oggi. Cassandra trascina il mito greco nella cronaca più dolorosa e offre una riflessione potente sull'eterna ricorrenza della violenza, in un tentativo di compiere un atto catartico che spezzi la spirale di sangue e morte. E, in una dimensione atemporale, appare anche la figura di Enea. Il suo corpo è quello del danzatore Giovanni Boni, la sua voce di Tommaso Garrè. Enea evoca la giovinezza, la vitalità, la speranza, il mondo che andrà avanti.











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