Gli Innamorati di Carlo Goldoni per la regia di Roberto Valerio alla Contrada di Trieste - ILFRIULIVENEZIAGIULIA 14/1/26
- Teatro La Contrada

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Serenella Dorigo
Trieste – Dal 15 al 18 gennaio, il palcoscenico del Teatro La Contrada di Trieste si accende con uno dei capolavori più intensi e moderni della drammaturgia italiana: “Gli Innamorati” di Carlo Goldoni.
L’adattamento e la regia di Roberto Valerio scelgono di spogliare il testo goldoniano dai fronzoli settecenteschi per restituire uno spettacolo asciutto e diretto. Attraverso una scenografia contemporanea e costumi moderni, la messa in scena si concentra sulla violenza psicologica e sulla passione bruciante che lega i protagonisti, Eugenia e Fulgenzio. Non si tratta di una semplice commedia d’amore, ma di un’indagine quasi cupa su un sentimento che degenera in gelosia ossessiva e incomprensione, rendendo i due giovani incapaci di godere della reciproca felicità nonostante la libertà di cui godono.
A fare da contrappunto alla vicenda dei due amanti interviene una magnifica galleria di personaggi secondari che arricchiscono la trama di ironia e scompiglio. Tra questi spicca la figura di Fabrizio, interpretato da Claudio Casadio, lo zio di Eugenia.
Il cast, di grande spessore, vede alternarsi sul palco insieme a Claudio Casadio – vincitore del Marc’Aurelio d’Oro al Festival Internazionale del Film di Roma e del David di Donatello per il suo ruolo in “L’uomo che verrà” e nel 2023 è Miglior Attore al Premio Nazionale Franco Enriquez /Città di Sirolo nella categoria Teatro Classico e Contemporaneo – attori del calibro di Loredana Giordano, Valentina Carli, Leone Tarchiani, Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri e Alberto Gandolfo. Le musiche di Paolo Coletta e l’allestimento scenico curato da Guido Fiorato contribuiscono a creare quell’atmosfera sospesa tra leggerezza e dramma, capace di parlare direttamente al cuore e alla mente degli spettatori odierni.
Con “Gli Innamorati”, il Teatro La Contrada invita a riscoprire un Goldoni inedito e graffiante, confermando come un testo scritto nel 1759 possa ancora oggi specchiare le fragilità e le contraddizioni dell’animo umano. Lo spettacolo promette di mescolare risate e momenti di grande commedia a atmosfere più profonde, celebrando la straordinaria macchina teatrale e la storia senza tempo inventata da uno tra i più grandi drammaturghi italiani.
La Contrada si avvale del sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste, della Fondazione CRTrieste e nella realizzazione delle sue attività può contare sulla collaborazione, tra le altre, di istituzioni importanti come l’Ente Regionale Teatrale, la Coop Alleanza 3.0, l’Università degli studi di Trieste.
Produzione, che vede la collaborazione tra La Contrada, Accademia Perduta/Romagna Teatri e La Pirandelliana.












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