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“Gli Innamorati” di Goldoni in scena al Teatro Quirino - FARODIROMA 19/02/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 20 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

Eleonora Marino


Vecchia locandina dello spettacolo Gli Innamorati, una coproduzione de La Contrada Teatro Stabile di Trieste

C’è qualcosa di profondamente moderno nel caos sentimentale. Lo sapeva bene Carlo Goldoni e lo conferma oggi il regista Roberto Valerio con il nuovo adattamento degli Innamorati, in scena al Teatro Quirino di Roma dal 24 febbraio al 1° marzo 2026.

Dopo il successo del debutto all’Estate Teatrale Veronese e un tour che sta toccando i principali palcoscenici italiani, questa co-produzione firmata Accademia Perduta/Romagna Teatri, La Contrada di Trieste e La Pirandelliana arriva nella Capitale per raccontare quanto il cuore umano, tra gelosie e ripicche, non sia poi cambiato così tanto in tre secoli.

La regia sceglie una strada più contemporanea: scenografia asciutta, costumi moderni e un ritmo serrato di 90 minuti. L’obiettivo è chiaro: rispecchiarsi nei protagonisti.

Al centro della vicenda ci sono Eugenia e Fulgenzio (interpretati da Valentina Carli e Leone Tarchiani), due giovani che trasformano un amore potenzialmente limpidissimo in un inferno di sospetti, liti furibonde e riconciliazioni languide. “Ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi”, scriveva Goldoni nella prefazione, invitando il pubblico a guardare alle proprie fragilità con ironia.

A guidare il cast è Claudio Casadio nel ruolo di Fabrizio, lo zio di Eugenia: una “maschera” di bonario bugiardo e chiacchierone che, nel tentativo di esaltare chi lo circonda, finisce per ingarbugliare tragicamente i fili del destino altrui.

Le musiche originali di Paolo Coletta e il disegno luci di Michele Lavanga contribuiscono a creare un’atmosfera che oscilla tra la leggerezza della commedia e le sfumature più cupe di un amore irrazionale.

Gli Innamorati di Valerio non è solo un omaggio al più grande drammaturgo italiano, ma un’indagine sulla fragilità umana.



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