“Gli innamorati” di Goldoni Sofferenze e risate di cuore - IL SECOLO XIX 31/01/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 17 feb
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La commedia al Teatro Cavour di Imperia questa sera alle 21 e domani alle 16.30
Angelo Boselli

«Gli innamorati» di Carlo Goldoni verrà messo in scena stasera alle 21 e domani alle 16.30 al Teatro Cavour di Imperia, nella stagione con la direzione artistica di Sergio Maifredi. L’adattamento e la regia sono di Roberto Valerio.
Sarà un Goldoni classico, allo stesso tempo più giovane che mai. È una produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri, La Contrada Teatro Stabile di Trieste e La Pirandelliana. Gli interpreti saranno Claudio Casadio, Valentina Carli, Leone Tarchiani, Loredana Giordana, Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri e Alberto Gandolfo. Le scene e i costumi sono di Guido Fiorato, le musiche di Paolo Coletta.
«Specchiatevi, o giovani, in quest’innamorati ch’io vi presento; ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi». È l’introduzione della sua commedia al lettore da parte di Carlo Goldoni: è una breve frase che racchiude tutto il senso dell’opera.
È la storia dei due giovani innamorati Eugenia e Fulgenzio che mostrano come un amore dolce, limpido e senza inganni si possa trasformare senza alcun motivo in folle gelosia. Si susseguono una serie di ripicche e furibonde lite, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri. Si tratta della rappresentazione di un tema universale e contemporaneo, nel quale tutti si possono trovare. Perché chiunque ha sofferto per amore rendendosi anche ridicolo agli occhi degli altri.
L’amore folle, sentimento che scuote le nostre anime, è al centro di questo capolavoro goldoniano che mette in evidenza quanto ancora oggi ci sia di sciocco, buffo, nei nostri comportamenti durante un innamoramento, ma anche quanto si possa essere fragili e indifesi di fronte alle “onde del cuore”. Intorno ai due amanti gravita una galleria di personaggi che consigliano, rimproverano e quindi imbrogliano ancor più la vicenda. Chi crea un maggiore scompiglio è Fabrizio, lo zio di Eugenia, magnifica maschera di chiacchierone, bonario bugiardo che esalta tutte le persone che lo circondano provocando ilarità degli altri personaggi e di conseguenza del pubblico.
È un classico del teatro con scenografia contemporanea e costumi moderni. Viene data vita a uno spettacolo che mescola leggerezza, risate, momenti di grande commedia a cupe atmosfere per poter rappresentare un amore più violento di tutti gli altri. Il testo scritto nel 1759 è in grado di parlare ancora oggi alle persone sedute in platea, grazie alla magnifica macchina teatrale inventata dal grande commediografo e scrittore veneziano. Goldoni è considerato uno dei padri della commedia moderna.



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