top of page
Logo celebrating the 50 years of history of Teatro La Contrada

Miti e leggende del presente nella due giorni di Danceproject - IL PICCOLO 25/11/25

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 25 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Stasera uno spettacolo tratto da Saramago Domani "Baba", dalla mitologia slovena


fotografia che promuove lo spettacolo Il Racconto dell'Isola Sconosciuta che andrà in scena al Teatro Bobbio de La Contrada Teatro Stabile di Trieste

Annalisa Perini


In un percorso tra miti e leggende di ieri e di oggi, come materia viva da reinterpretare con linguaggi contemporanei, prosegue la XXII edizione del Danceproject Festival, organizzato dall'Associazione Culturale Teatro Immagine Suono. E oggi e domani due saranno gli spettacoli proposti al Teatro Bobbio, entrambi alle 20.30. Stasera il Festival ospita la compagnia torinese Zerogrammi con "Il racconto dell'isola sconosciuta", dall'omonima fiaba di José Saramago. Su progetto, regia e coreografie di Stefano Mazzotta — e in scena Amina Amici, Damien Camunez, Martina Cinti e Pierandrea Rosato - è un viaggio che nasce da una partenza senza meta, guidata dal desiderio di cambiamento. Partire diventa un atto di coraggio, un passo nell'ignoto che apre a possibilità nuove, domande e trasformazioni interiori, e riporta a se stessi. Domani "Babe", spettacolo di danza, suono e teatro, con la concezione coreografica di Dada Grgiè, è invece ispirato alla mitologia slovena e al rito popolare dello zaganje babe, in cui la "Baba" era una figura simbolica costruita in legno, paglia o stoffa. Nel "tagliare la vecchia", che rappresentava


l'inverno, il passato o le forze negative, il rito simboleggiava lo scacciare via l'inverno, dando il benvenuto alla primavera. «Nella donna sacrificata per ristabilire un ordine - spiega Grgié - si riconosce un simbolo universale, ma lo spettacolo ribalta questa immagine. La "Baba" non viene più "tagliata" - aggiunge -. Si rialza, parla, resiste, diventa voce e radice». Si parte quindi da figure arcaiche e archetipi femminili legati alla terra, alla trasformazione e alla sopravvivenza, ma in scena quattro donne, con linguaggi artistici diversi e diventando un "unico organismo", evoca-no quegli archetipi per trasformarli, simboleggiando diverse forme di femminilità ( fragile, selvaggia, ferita e resiliente). Le danzatrici portano la memoria del corpo, l'attrice dà voce ai suoi strappi interiori e la cantante crea il respiro sonoro del rito. «Non volevo una narrazione bensì una soglia tra il mondo mitologico, il presente e il rito - racconta ancora la coreografa e danzatrice - Lo spettacolo si apre nella terra, strato più antico del corpo e della memoria in cui si risvegliano figu-re arcaiche. Entriamo poi nel presente, paesaggio di comandi, ruoli e aspettative imposte alle donne. Infine, il rito è un ritorno alla terra, come gesto di rinascita, ascolto e trasformazione». Sempre nella giornata di oggi, alle 18, nello spazio Hermetika di via Limitanea 7 verrà inoltre inaugurata la mostra "Immagini da un festival. Attimi di magia ed emozione sulla scena", a cura di Rossana Giorgi, che espone le proprie opere assieme a quelle di Gabriele Gelsi (che al Danceproject ha condotto per anni anche laboratori fotografici), Claudio Puja e Marcello Scrignar. Aperta sino al 5 dicembre (da lunedì a sabato, 17-19.30) con immagini di spettacoli e performance e dei loro protagonisti, percorre visivamente la memoria delle passate edizioni della manifestazione. E ricorda come il suo ideatore, il mimo e fotografo Claudio Viviani, abbia intrecciato movimento e immagine sin dagli albori del Festival. Alcuni scatti saranno visibili anche nel foyer del Teatro Bobbio. Info: https://www.actistrie-ste.org/ https://www.dan-ceprojectfestival. i t —


Commenti


bottom of page