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PAZZA - IL SETACCIO 18/02/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Fotografia dello spettacolo Pazza, una produzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste

Al Teatro Quirino, dal 17 al 22 febbraio 2026, Pazza di Tom Topor, nell’adattamento e nella regia di Fabrizio Coniglio, si presenta come un’esperienza teatrale di forte intensità, capace di coinvolgere lo spettatore su un piano emotivo e riflessivo insieme, senza cedere a soluzioni facili o consolatorie.

Alla prima del 17 febbraio, lo spettacolo si è rivelato un’opera di straordinaria densità emotiva e intellettuale, capace di trasformare un dramma giudiziario in una riflessione radicale sulla verità, sulla responsabilità e sulla violenza latente nelle strutture familiari e sociali. Il testo di Topor conserva una forza destabilizzante che supera il semplice impianto processuale per diventare una vera e propria indagine sulla coscienza e sui dispositivi di normalizzazione.

Al centro della vicenda vi è Claudia, prostituta d’alto bordo accusata dell’omicidio di un cliente, che rifiuta la strategia difensiva fondata sull’infermità mentale, opponendo alla dichiarazione di follia una rivendicazione lucida e ostinata della propria responsabilità. Il cuore del dramma non è il delitto, ma la lotta per il riconoscimento della propria coscienza contro un sistema familiare e sociale che preferisce neutralizzare il trauma trasformandolo in patologia. Come indicato nelle note di regia, il tentativo è quello di entrare nei segreti di una famiglia borghese, smascherando la normalità come costruzione difensiva e convenzionale.

Vanessa Gravina offre una prova di grande precisione e intensità, costruendo una Claudia che oscilla tra controllo e frattura, tra ironia e abisso, restituendo al personaggio una lucidità inquieta e irriducibile. Il suo sguardo diventa il luogo privilegiato della verità, più ancora della parola, e rivela una coscienza che rifiuta ogni semplificazione clinica o morale. Nicola Rignanese, nel ruolo dell’avvocato Aaron Levinsky, costruisce un efficace contrappunto, accompagnando il progressivo passaggio dalla difesa formale al coinvolgimento umano, fino a confrontarsi con il limite stesso del diritto di fronte all’enigma dell’esperienza.

La regia di Fabrizio Coniglio evita ogni naturalismo illustrativo, privilegiando un impianto sobrio ed essenziale che concentra l’attenzione sulla tensione interiore dei personaggi. Le scene di Gaspare De Pascali e le luci di Bruno Guastini contribuiscono a creare uno spazio sospeso, più mentale che realistico, dove la dimensione processuale si trasforma in paesaggio della coscienza. Il ritmo alterna con equilibrio tensione e sospensione, permettendo al silenzio di emergere come elemento drammaturgico carico di significato.


Il pubblico della prima ha seguito lo spettacolo con attenzione crescente, fino a un finale accolto da applausi convinti e prolungati. Pazza si conferma così un’opera necessaria, capace di restituire al teatro la sua funzione più autentica: non rassicurare, ma rivelare, mettendo in discussione le categorie di normalità, colpa e follia su cui si fonda l’ordine sociale.



Cast e crediti

Pazza di Tom Topor

Adattamento e regia: Fabrizio Coniglio

Con: Vanessa Gravina, Nicola Rignanese

E con: Maurizio Zacchigna, Fabrizio Coniglio, Massimo Rigo, Gloria Sapio

Scene: Gaspare De Pascali

Costumi: Sandra Cardini

Musiche: Enza De Rose

Luci: Bruno Guastini

Produzione: La Contrada Teatro Stabile di Trieste



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