Al Bobbio debutta “Baruffe”, la rilettura in dialetto del capolavoro di Goldoni - LA NOUVELLE VAGUE 16/10/25
- Teatro La Contrada

- 16 ott
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Redazione
La nuova stagione 2025/2026 della Contrada si apre con un evento teatrale destinato a far discutere e a emozionare. Questa sera, giovedì 16 ottobre, alle ore 20.30, il Teatro Orazio Bobbio ospita il debutto di “Baruffe”, una produzione originale che prende il capolavoro di Carlo Goldoni, Le baruffe chiozzotte, e lo trapianta nell’anima più vera e ruvida di Trieste negli anni Trenta.
Scritto da Lino Marrazzo (che ne cura anche la regia) ed Eva Maver, lo spettacolo non è una semplice trasposizione, ma un’audace rilettura che usa la commedia popolare come lente per riflettere su un periodo storico complesso e suggestivo.
Dal battibecco lagunare al cuore della Città vecchia.
L’azione si sposta dalle calli di Chioggia al ventre vivo della Città Vecchia triestina. L’obiettivo è cogliere l’anima popolare, ruvida e sincera della città di confine, arricchendo la trama originale con un contesto storico preciso: il periodo fascista, le imminent leggi razziali e l’avvio della demolizione del centro storico per far spazio a nuove costruzioni.
Le vivaci discussioni e i battibecchi d’amore tra i pescatori e le donne in pizzo non sono più solo semplici questioni di gelosia. In questa versione, diventano il riflesso di un’umanità sospesa tra nostalgia e desiderio di futuro, una comunità che, nonostante tutto, lotta, ride e ama con ostinazione.
Un canto corale in dialetto (e non solo)
In scena, una piazzetta triestina dove, su sedie di paglia, si consumano le vite e le “baruffe” quotidiane. Il ritmo comico di Goldoni rimane intatto, ma la parola si adatta al respiro triestino, più ruvido e ironico, fondendo lingue e dialetti in una miscela unica.
La regia sceglie un realismo ambientato con le barche che non sono più i bragozzi di Chioggia, ma i pescherecci del Mandracchio, e l’odore non è della laguna, ma del mare aperto del Porto Vecchio.
Un elemento di grande novità è la componente musicale, che trasforma “Baruffe” in un vero e proprio “teatro-musicale”. Le musiche, curate da Enza De Rose, spaziano da una reinterpretazione di “Adio Citavecia” di Angelo Cecchelin fino a sorprendenti incursioni rivisitate di brani celebri come “Wilkommen” da Cabaret di Kander e Ebb.
I beniamini della Contrada in scena
Il cast, interamente composto dai beniamini della compagnia della Contrada, garantisce energia e autenticità: Ariella Reggio, Marzia Postogna, Maurizio Repetto, Maurizio Zacchigna, Elena Husu, Enza De Rose, Giacomo Segulia e Omar Giorgio Makhloufi.
Un’occasione imperdibile per riscoprire Goldoni attraverso lo sguardo ironico, ruvido e profondo di Trieste.












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