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Bisbetica e libera Amanda Sandrelli affronta il potere: "La Bisbetica Domata" - LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 19/01/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 19 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 20 feb

di FLORIANA TOLVE


Domani al Teatro Mercadante di Cerignola la rilettura della commedia shakespeariana


Fotografia di Amanda Sandrelli in La Bisbetica Domata, una produzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste


RISATE E DENUNCIA

Un gioco di linguaggi con incursioni musicali da Paola e Marcella Bella


«Caterina è una donna libera e rifiuta di essere merce di scambio. Fa la bisbetica per evitare gli uomini, non una sussurra femminile, è una forza della natura che non vuole farsi mettere i piedi in testa. Nel testo originale di Shakespeare viene definita diavolo ben 15 volte. Quello che Amanda Sandrelli descrive portando in scena, con la rilettura di Francesco Niccolini e la regia di Roberto Aldorasi, è una bisbetica che tra risate e denuncia interroga il presente. Un adattamento che trasforma la classica farsa elisabettiana in un vibrante gioco di specchi e di linguaggi che esplorano le dinamiche del potere e la condizione femminile».


Al Mercadante di Cerignola domani alle 21 l’atto conclusivo di un tour denso di successi per La bisbetica domata prodotta da La Contrada Teatro Stabile di Trieste, ideata da una singolare atmosfera visiva resa vibrante dall’ottimo cast (Maurizio Zacchigna, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Adriano Giraldi, Riccardo Naldini, Lucia Scolaro) una Caterina (Amanda Sandrelli) cruda e tagliente, più spezzata che domata.


Un allestimento ben curato scenicamente nei dettagli da Francesco Esposito (una parete girevole separa il mondo dorato della corte dal grigio isolamento domestico), mentre Giuliana Colzi ed Elena Nico firmano rispettivamente i costumi e le musiche.


«Nella sovrascrittura di Niccolini c’è una modifica sostanziale relativa alla figura genitoriale: la protagonista non affronta un padre, bensì una madre glaciale che vende le figlie al miglior offerente» dice Amanda Caterina. È ancora «L’azione si sposta in un non luogo e non tempo d’epoca fascista. Regna un’atmosfera sospesa: i personaggi sono vestiti da sposa dall’inizio alla fine e in questo spazio simbolico la farsa shakespeariana rivela il suo lato più oscuro». Ma nell’ingiudicabile cattiveria, a versi rimasti non mancano momenti di puro intrattenimento e sperimentazione (le musiche di Paola e Marcella Bella) che spaziano dall’elettronico.


Sebbene meccanismo della commedia funzioni ancora, Amanda Sandrelli sottolinea come ai nostri giorni certe dinamiche risultino in modo drammatico. «Si rideva di una donna lasciata senza mangiare nel dormire — osserva l’attrice — ma oggi quelle stesse scene trasmettono manipolazione, prepotenza e violenza». Il monologo finale, seppur ridotto, resta per lei agghiacciante. «Caterina afferma che non c’è posto migliore che sotto i piedi del padrone, una resa forzata, non certamente una sottomissione volontaria e felice. In un mondo dove le donne continuano a morire per mano degli uomini che non accettano la libertà lo spettacolo vuole essere un seme gettato in sala affinché possa germogliare nelle coscienze del pubblico».


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